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Fingersi pazzi per governare: da Sun Tzu alla politica di oggi

Lo stratagemma n. 27 di Sun Tzu — fingersi stolti senza essere pazzi — illumina la politica contemporanea. Da Machiavelli alla Tetrade Oscura, come il potere usa follia simulata e inganno strategico per dominare.

Sun Tzu, generale e stratega cinese vissuto nel VI-V secolo a.C. e autore de L'Arte della Guerra. Artwork MZ/AI

Sommario

La guerra è la continuazione della politica con altri mezzi, affermava Carl von Clausewitz, il teorico militare prussiano. Si può aggiungere che la guerra è la manifestazione soprattutto della forza, dello yang, del maschile, del visibile, mentre la politica esprime soprattutto lo yin, l'oscuro, il femminile, la manipolazione. Sia yin che yang si integrano nel potere: non c'è felicità né nel patriarcato, né nel matriarcato — c'è felicità solo all'interno dell'etica dell'uguaglianza.

Ma in guerra e in politica patriarcato e matriarcato si integrano, per cui la forza maschile è rafforzata dalla manipolazione femminile. Per il mantenimento del potere, insomma, tutto fa brodo.

Sun Tzu e l'arte dell'inganno

Se ne accorse Sun Tzu, il mitico generale e stratega cinese vissuto nel VI-V secolo a.C. e autore de L'Arte della Guerra:

«Tutta la guerra si basa sull'inganno… Quando sei forte, fingi di essere debole. Quando sei debole, fingi di essere forte… Sconfiggere il nemico senza combattere è la suprema eccellenza.»

L'Occidente si accorse della doppiezza della politica e della guerra solo con Machiavelli: in guerra, come in politica e in diplomazia, valgono sia la forza bruta, sia anche l'intelligenza strategica. Creare confusione e incertezza nel nemico può essere più efficace di un attacco diretto: l'inganno diventa arma strategica, uno strumento lecito, un diversivo per confondere l'avversario, rendendo la vittoria inaspettata e dolce.

Ogni battaglia si gioca prima di tutto nella mente: occorrono una pianificazione meticolosa, lo studio del terreno fisico e del contesto umano e la valutazione delle forze in campo. Per Sun Tzu vale «Conosci te stesso e conosci il nemico»; per Machiavelli «colui che eccelle nell'arte del comando deve sapersi adattare al mutare degli eventi».

La differenza tra Sun Tzu e Machiavelli

Per Sun Tzu la vittoria senza scontro è il sommo ideale: il comandante perfetto è chi piega l'avversario come l'acqua piega la canna di bambù, sfruttando la forza del nemico contro se stesso. Egli sa sottomettere in silenzio le volontà ostili attraverso stratagemmi e coalizioni sorprendenti e calcolate, in un'armonia che rispecchia il wu wei, la non-azione attiva del Tao. Egli sa dove fermarsi ed evita il conflitto prolungato, limita le sofferenze e riduce le perdite. Sa distaccarsi da odio, ira e vendetta, che complicano la lucida strategia, e vive in armonia col Tao coltivando moderazione e autocontrollo.

La guerra diventa così l'ultima chance e, solo allora, l'interiorità del comandante si riflette nel campo di battaglia, attraverso l'armonia dei cinque elementi — Terra, Cielo, Popolo, Comando, Legge — al fine dell'armonia silenziosa dopo la vittoria.

Per Machiavelli, invece, il Principe deve costruire e mantenere un potere visibile, saldo come granito, pronto a imporsi con la spada e con la legge quando il contesto lo richiede. La sua strategia mira a un ordine politico in equilibrio tra timore e consenso, guidato dalla ragion di stato: il Principe non è tenuto a essere virtuoso, ma nobile nella ragion di Stato, dove la necessità può giustificare la crudeltà tattica. Ma la crudeltà deve essere esercitata con prudenza, poiché l'odio popolare può minare il fondamento stesso del potere.

Stratagemma n. 27: fingersi stolti senza essere pazzi

La doppiezza di Sun Tzu si svela soprattutto nel 27° dei 36 stratagemmi: Fingersi stolti senza essere pazzi. Fingendosi stupidi, ignoranti, ubriachi, senza svelare le proprie intenzioni, il nemico abbasserà la guardia.

Questo stratagemma mi appare attuale nell'apparente caotica politica del 2025, che sembra mirare a creare il torbido, in cui ogni atto può essere interpretato a seconda della fazione politica: le conseguenze del riscaldamento globale e i genocidi vengono negati mentre vengono attuate politiche colonialiste e neo-imperialiste; si dichiara pace preparando la guerra o agendo altre guerre; giornalisti ed oppositori vengono messi fuori causa fisicamente o attraverso azioni forzatamente legali. La prepotente crudeltà del potere viene esibita episodicamente, per poi essere controbilanciata dalla sua garrula stupidità.

Caligola, Nerone e altri imperatori romani preoccupavano in modo stabile e coerente i saggi del tempo, gli stoici? Sun Tzu aveva già risposto a questa domanda: in certe situazioni, per levarsi d'impaccio da una condizione di stallo e attendere l'occasione propizia per attaccare, lo stratega ideale può assumere diverse identità fornite dalla maschera dello stolto, dell'incapace o dell'ignorante.

Questo comportamento è più utile che fingersi saggi e agire imprudentemente, parlando all'impazzata, a ruota libera, rivelando così i propri piani e mettendo sul chi vive l'avversario. Lo stratega rimane tranquillo e immobile, come uno stolto, mentre in realtà trama segretamente, con la mente vigile, attendendo la circostanza favorevole per realizzare i propri obiettivi. Lo stratagemma si serve della simulazione ingannevole lasciando credere di non poter agire mentre si prepara ad agire, mostrando di ritirarsi mentre avanza e colpisce di soppiatto, ingannando gli organi di senso dell'avversario come un illusionista esperto.

La follia come arma nella storia

La cattiva fama di essere pazzo è stata ampiamente usata nella storia:

  • Nel XIII secolo d.C. Gengis Khan diffondeva storie esagerate sulla distruzione inflitta ai nemici, spesso sterminando intere città per creare un effetto psicologico devastante; il risultato fu che molte città si arresero senza combattere, temendo rappresaglie terribili.
  • Nel XV secolo Vlad III di Valacchia, nella guerra contro i Turchi, fece impalare migliaia di prigionieri lungo la strada che portava a Istanbul; sebbene fossero in forze numericamente molto superiori, i Turchi si ritirarono.
  • Nel XVI secolo Ivan il Terribile creò l'Opričnina, un corpo di polizia segreta che eseguiva massacri casuali di nobili russi; la nobiltà russa rimase costantemente nel terrore, permettendogli di mantenere il potere assoluto.

Ma anche Napoleone, Hitler, Krusciov, Nixon, Saddam Hussein e Gheddafi cercarono, con alterne fortune, di fingersi pazzi.

La classificazione della follia nei leader politici

Roseanne McManus, professoressa di Scienze Politiche e di Affari Internazionali alla Penn University della Pennsylvania, ha distinto la follia percepita nei leader politici secondo due parametri:

  • Situazionale: un comportamento dettato dal contesto specifico in cui il leader opera, facendolo apparire estremo o imprevedibile in determinate circostanze, ma in altre situazioni torna a comportarsi in modo più razionale; questa strategia può rendere le minacce credibili e aumentare la probabilità di concessioni dagli avversari.
  • Disposizionale: un tratto stabile della personalità del leader, che lo rende percepito come costantemente aggressivo, irrazionale o imprevedibile, per cui viene vissuto come minaccia costante; ne consegue che ogni negoziato diventa difficile e il rischio di escalation è sempre in agguato.

La McManus ha così classificato la follia percepita nei leader politici in quattro gruppi:

  1. Leader con preferenze estreme situazionali: sono disposti a tutto per una causa specifica, rendendo le loro minacce credibili e aumentando la probabilità di ottenere concessioni.
  2. Leader con deviazione situazionale dalla razionalità: sono imprevedibili in contesti specifici, incutono timore senza compromettere del tutto la loro affidabilità.
  3. Leader con preferenze estreme disposizionali: sono sempre aggressivi e insaziabili, spesso portano gli avversari a considerarli una minaccia costante.
  4. Leader con deviazione disposizionale dalla razionalità: sono considerati imprevedibili in modo incontrollabile, rendono difficile il negoziato e possono provocare un'escalation di ostilità.

Tocca al lettore assegnare i politici attuali in qualcuna delle classi su citate.

La strategia dell'inganno e i suoi rischi

La possibilità della follia è la base della Deception Strategy o Strategia dell'Inganno, che consiste nel manipolare la percezione dell'avversario inducendolo a compiere mosse errate, sottovalutare o sovrastimare le minacce e perdere il controllo della situazione. Attraverso la disinformazione intenzionale, la simulazione di stati emotivi o strategici o la costruzione di scenari che deviano l'attenzione da obiettivi reali, si consegue un vantaggio asimmetrico, che induce il nemico a reazioni dettate dalla paura, dall'incertezza o dall'eccesso di prudenza.

Il rischio è che un uso eccessivo della deception possa ritorcersi contro chi la applica, portando alla perdita di credibilità o generando una reazione spropositata da parte dell'avversario. Sia Sun Tzu che Machiavelli ammoniscono che l'arte della deception non si basa solo sull'inganno, ma anche sulla capacità di gestire il caos senza esserne travolti.

La Tetrade Oscura del potere

Ricordo infine che il Machiavellismo è uno dei quattro tratti della Tetrade Oscura, assieme al Narcisismo, alla Psicopatia e al Sadismo. Ma ci sarà occasione di approfondire questi aspetti.

E non è certo bello vivere al di sotto di un Potere che non si è liberato dalla sua Tetrade Oscura per annullarsi nell'uguaglianza degli Esseri.


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Domande frequenti

Cos'è lo stratagemma n. 27 di Sun Tzu?

Lo stratagemma "Fingersi stolti senza essere pazzi" è una delle 36 strategie cinesi che consiglia di simulare stupidità o incompetenza per far abbassare la guardia al nemico. Lo stratega appare innocuo mentre prepara segretamente la sua mossa decisiva.

Qual è la differenza tra Sun Tzu e Machiavelli sulla guerra?

Sun Tzu considera la vittoria senza combattimento l'ideale supremo, preferendo l'inganno e la manipolazione alla forza bruta. Machiavelli invece accetta la crudeltà tattica come strumento necessario per mantenere il potere, purché esercitata con prudenza per evitare l'odio popolare.

Cosa significa "follia situazionale" nei leader politici?

Secondo la politologa Roseanne McManus, la follia situazionale è un comportamento estremo o imprevedibile adottato strategicamente in contesti specifici. Il leader appare irrazionale per rendere credibili le sue minacce, ma torna razionale in altre circostanze. È diversa dalla follia disposizionale, che è un tratto stabile della personalità.

Cos'è la Tetrade Oscura in psicologia?

La Tetrade Oscura (Dark Tetrad) comprende quattro tratti di personalità: Machiavellismo (manipolazione strategica), Narcisismo (grandiosità e bisogno di ammirazione), Psicopatia (mancanza di empatia e rimorso) e Sadismo (piacere nel causare sofferenza). Questi tratti sono spesso presenti nei leader autoritari.

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