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Ritorno dal Polo Sud

Una passeggiata fino al Polo Sud della penisola del Suffolk. Sui prugnoli che graffiano la vernice, due famiglie che possiedono tutto, e fagiani che fingono di saper volare.

Il Polo Sud, con il sole. © Markus Zohner

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Grigio è, freddo, e soprattutto ventoso. Siamo contenti di essere arrivati almeno fino al Polo Sud. La tentazione era grande di restare semplicemente a casa, aggiungere un altro ceppo al fuoco del camino e preparare il tè già alle tre e mezza. Il Polo Sud è un incrocio stradale, o meglio: una biforcazione: una piccola strada di campagna sfocia in una poco più grande, che si snoda a serpentina attraverso la campagna collegando tra loro borgate e i pochi piccoli villaggi della penisola. La sua larghezza basta appena per un'automobile. Quando ci si incontra, i due avversari devono manovrare insieme verso le piazzole di scambio, oppure uno sale con il suo Range Rover sulla banchina, finché i prugnoli selvatici, fitti a ridosso della strada, cominciano a intonare il loro stridulo graffiare sulla vernice.

Si coltivano patate, cereali, cipolle, e barbabietole da zucchero in quantità enormi, giusto sufficienti per lo Sticky Toffee Pudding al pub.

Al Polo Sud dunque siamo tornati indietro, l'aria era semplicemente troppo fredda. Il vento era troppo forte e il cielo troppo grigio. Siamo a metà marzo, ma di sole nessuna traccia, solo le camelie in giardino sono esplose in uno splendore di fiori che sotto questo cielo sembra completamente fuori luogo. Ora, se si continuasse a percorrere la strada, si camminerebbe lungo campi e ancora campi. Di tanto in tanto si passerebbe davanti a fattorie. In realtà qui esistono solo campi e fattorie. I pochi piccoli centri abitati sembrano più un alibi che non servire a qualcosa. Nessun negozio, nessun parrucchiere, tuttavia un grande parco giochi, che viene usato soprattutto per l'addestramento dei cani. I due fiumi Stour e Orwell, che delimitano la lingua di terra, sembrano inspirare ed espirare lentamente e con grande regolarità. Si può fare il bagno e navigare a vela, se si è in grado di calcolare le maree e la risultante lunghezza delle cime necessarie per ormeggiare la barca. Sono solo poche miglia fino alla foce presso Harwich nel Mare del Nord, cosicché le maree qui spingono con forza risalendo il fiume e sei ore più tardi risucchiano di nuovo tutto. Restano allora solo rigagnoli al centro dei letti, e le barche ormeggiate si adagiano nel fango in un'agonia di rassegnata accettazione del destino.

Se dal Polo Sud si continuasse a percorrere la strada, cosa che oggi come detto era impossibile, a causa del clima, si passerebbe dunque sempre di nuovo davanti a qualche fattoria. La verità dietro queste più o meno innumerevoli fattorie è tuttavia che solo due famiglie di agricoltori si dividono l'intera penisola: i V. a est e gli L. a ovest. Il grande colpo riuscì ai V. negli anni Cinquanta, quando la O. University, alla quale appartenevano qui enormi distese di terra, le vendette a un prezzo irrisorio. La famiglia V. colse l'occasione e cementò così la propria ricchezza oggi quasi leggendaria.

Se dietro il Polo Sud si andasse davvero avanti, allora ogni 50 yard circa si verrebbe spaventati a morte da fagiani che si involano strillando istericamente. Questi uccelli sembrano solo fare finta di saper volare. Con un battito d'ali terribile si avvitano in qualche modo raso attraverso l'aria per poi lasciarsi ricadere al suolo fuori dalla vista. Così me lo immagino almeno, non ne ho mai visto uno atterrare. Vengono allevati in allevamenti illuminati giorno e notte e poi liberati in massa. Cosa facciano poi tutto il giorno durante la primavera, l'estate e l'autunno, per me è un mistero, probabilmente esistono semplicemente e si muovono in cerchi concentrici, a seconda del livello di fame, attorno ai punti di alimentazione ai margini dei campi. In autunno arrivano poi in orde i cacciatori. O meglio: quelli che volentieri si farebbero chiamare così, perché di caccia si può parlare a fatica. Uomini d'affari, spesso in gruppi invitati dalla loro azienda, e altri uomini in qualche modo benestanti ricevono, dietro pagamento di una tariffa giornaliera, un fucile in mano e sparano agli uccelli rimpinzati a più non posso. Il bottino è considerevole, ma spesso viene lasciato a terra, tantomeno mangiato, perché il punto è un altro. Accade spesso in quella stagione che gli abitanti della zona trovino durante le loro passeggiate mattutine fagiani feriti sul bordo della strada e debbano dar loro il colpo di grazia.

Oggi al Polo Sud siamo tornati indietro. Abbiamo riacceso il camino e preparato il tè già alle quattro e mezza.

A presto!

Markus

Suffolk, marzo 2026

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